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Evasione fiscale. Alcar Uno: vertici assolti

Il fatto addebitato al gruppo della famiglia Levoni non sussiste. Da restituire i milioni sequestrati

Si conclude con un'assoluzione piena la vicenda giudiziaria che ha coinvolto Alcar Uno, l'azienda delle carni di Castelnuovo Rangone (MO) della famiglia Levoni, accusata di evasione fiscale. L'inchiesta della Guardia di Finanza era partita nel 2017, con l'ipotesi di reato di dichiarazione infedele, in base alla quale il gruppo avrebbe venduto ogni anno milioni di pezzi di carne suina in nero.

A finire sul banco degli imputati il patron di Alcar Uno, Sante Levoni (nel frattempo scomparso nel 2022) e suo figlio Luca, per i quali la Procura ha stabilito che il fatto non sussiste. Il primo passo concreto del procedimento giudiziario era stato il sequestro preventivo di 13.158.000 euro disposto dal Gip di Modena nel 2019. Una cifra che ora sarà totalmente restituita ai titolari dell'azienda.

Come spiegato in aula dai legali dei vertici Alcar Uno, gli avvocati Cosimo Zaccaria e Alain Dell'Osso, "la società si è difesa fin dal primo momento evidenziando l'erroneità dell'interpretazione che i verificatori davano alle scritture di magazzino, offrendo pure la massima collaborazione per la loro corretta lettura: tutti i pezzi di suino che entravano all'interno dei magazzini dell'azienda venivano infatti tracciati (anche per ragioni sanitarie) e registrati".

Nel dibattimento, a sostegno della difesa di Alcar Uno, sono intervenuti veterinari ed esperti di economia, che hanno dimostrato l'inconsistenza delle accuse sul piano probatorio, al punto che il pm aveva chiesto a sua volta l’assoluzione quantomeno per l’esistenza di una prova dubbia.

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