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CLARA MOSCHINI

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Patente a punti anche per cucinare?

E' quanto propongono alcuni operatori, ispirandosi al modello Usa

Per rispondere alla crisi della ristorazione, c'è chi propone una più severa selezione del personale. Lo strumento meritocratico è stato individuato nell'introduzione di una "patente a punti" per chi operi nel settore. In Italia, la proposta non ha precedenti ma negli Usa è una realtà già da alcuni anni. L'iniziativa parte da Ristoratori Italia e Conflavoro Pmi Firenze ed è frutto di un lavoro iniziato nel 2020, nel pieno del difficile periodo pandemico.

Gli estensori propongono ispezioni assai regolamentate e una formazione specifica per chi voglia aprire un'attività. Verrebbero anche introdotti nuovi criteri sulle distanze tra le attività commerciali, basati sulla densità dell'area. La proposta sarà consegnata ai gruppi consiliari della Regione Toscana e al governatore Eugenio Giani, quindi verrebbe condivisa con i ministeri competenti a livello nazionale.

L’accesso alla professione richiederebbe una formazione specifica in scuole ad hoc, in cui vengono definiti requisiti di esperienza professionale, con esami e corsi organizzati dalle regioni dai costi proporzionati al reddito familiare. Un organismo di tutela sarebbe quindi preposto al controllo e alla verifica dei requisiti delle attività commerciali, con obbligo di esposizione delle valutazioni all'esterno dei locali. Lo stesso organismo valuterà anche contratti di lavoro, qualifiche del personale, tracciabilità dei fornitori e qualità degli ambienti.

Il patentino da ristoratore stabilisce la classificazione delle attività dalla A alla F: le attività dalla A alla C potranno regolarmente aprire o restare aperte; le attività D ed E avranno un termine di 30 giorni per regolarizzarsi; le attività siglate con la lettera F, infine, andranno chiuse o non potranno aprire. 

Sono previsti l'obbligo di valutazione per tutte le attività entro sei mesi dall'apertura e il rinnovo con cadenza triennale. Ogni azienda potrà richiedere valutazioni in ogni momento anche al fine di migliorare il proprio ranking. Sono infine previste sanzioni in caso di infrazioni, a partire dalla riduzione del punteggio della “patente del ristoratore”.

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EFA News - European Food Agency
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