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CLARA MOSCHINI

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"Fonte Viva": raccolti oltre 120mila euro

Si conclude il progetto di inclusione sociale sostenuto da Intesa Sanpaolo in collaborazione con Cesvi

Crowdfunding ha permesso la realizzazione di una serra nella piana di Crede (BL) per migliorare la produzione agricola di colture locali per la commercializzazione negli agrimercati

Si è concluso il progetto “Fonte viva” del Centro Italiano di Solidarietà (Ce.I.S.) di Belluno sostenuto da Intesa Sanpaolo attraverso il Programma Formula in collaborazione con il Cesvi: ad oggi sono stati creati due luoghi di incontro e inclusione sociale attraverso interventi di ottimizzazione delle risorse naturali ed il miglioramento dei terreni agricoli. Nelle varie attività, sono state coinvolte le persone fragili inserite nei percorsi riabilitativi e socio-lavorativi, attraverso progetti individualizzati di formazione e di inserimento lavorativo.
Il progetto è stato finanziato attraverso una raccolta fondi attiva da gennaio a marzo 2023 su For Funding, la piattaforma di crowdfunding di Intesa Sanpaolo dedicata a sostenibilità ambientale, inclusione sociale e accesso al mercato del lavoro per le persone in difficoltà. In tre mesi, sono stati raccolti oltre 120mila euro grazie alle contribuzioni di privati cittadini, imprese, della Banca e delle società del Gruppo Intesa Sanpaolo.

In particolare, i fondi raccolti hanno permesso di: realizzare una serra nella piana di Crede (BL) per migliorare la produzione agricola di colture locali per la commercializzazione negli agrimercati; implementare l’approvvigionamento idrico con recupero dell’acqua della fonte naturale; acquistare attrezzature agricole quali un motocoltivatore, un trattorino rasaerba, un cippatore e una motosega; allestire 5 lotti per orti sociali nella frazione di Castion con vialetti di accesso, delimitazione lotti e ricovero attrezzi; finanziare 10 borse lavoro per tirocini della durata di 4,5 mesi; coprire i costi del personale educativo e di tutoraggio dei percorsi individualizzati e per la gestione degli orti sociali.

Fonte Viva ha coinvolto direttamente 10 persone in condizione di fragilità, tra i 18 e i 67 anni, inserite in percorsi riabilitativi, quali persone dipendenti, persone disabili e persone in stato di svantaggio economico e/o sociale. 5 nuclei familiari sono invece stati coinvolti negli orti sociali. I miglioramenti apportati, grazie al progetto e la realizzazione della serra, sono fruibili anche dagli ospiti della comunità terapeutica di Crede, per interventi di ergoterapia e di formazione al lavoro, favorendo una sostenibilità nel tempo delle attività agricole e dei percorsi personalizzati.

“Quest’occasione”, ha dichiarato il presidente del Ce.I.S. don Gigetto De Bortoli, “ha permesso al Ce.I.S. di Belluno di promuovere le relazioni e la condivisione di spazi e di stimolare l’integrazione delle fasce più deboli. Il progetto ha coinvolto attivamente gli ospiti della comunità terapeutica che hanno dato un contributo creativo alla realizzazione delle opere agricole e ha permesso lo sviluppo di abilità e competenze. Il progetto ha confermato il valore del rapporto tra uomo e ambiente naturale e ha offerto concrete esperienze per apprezzare il lavoro della cura e della coltivazione della terra”.

“Abbiamo creduto in questo progetto perché coniuga la riqualificazione dell’ambiente e l’attenzione per le persone fragili", sottolinea Francesca Nieddu, direttrice regionale Veneto Est e Friuli Venezia Giulia Intesa Sanpaolo. "Siamo un’istituzione a servizio del territorio e sostenendo questa iniziativa abbiamo visto crescere un luogo di aggregazione inclusiva in cui persone e famiglie avranno l’opportunità di occuparsi di un’attività a beneficio della collettività e della natura”.

“Quest’importante progetto ci permette di essere più incisivi, con proposte progettuali rispondenti ai bisogni territoriali su una serie di questioni che colpiscono il nostro Paese in ambito Esg. Il progetto “Fonte viva” è la dimostrazione che per dare una risposta rapida ed efficace alle problematiche sociali territoriali, il connubio tra i mondi non profit e profit può rappresentare una soluzione vincente in grado di portare soluzioni concrete in contesti sociali periferici complessi”, ha aggiunto Roberto Vignola, vice direttore generale di Cesvi.

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