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Direttore responsabile:
CLARA MOSCHINI

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Caporalato: Consorzio Barolo Barbaresco parte civile

"Un’assunzione di responsabilità verso cantine e consumatori finali, che chiedono trasparenza"

Continua l’impegno del Consorzio Barolo Barbaresco Alba Langhe e Dogliani nello sviluppare soluzioni strutturate rispetto al problema della ricerca e gestione della manodopera in vigneto. Il dialogo con tutti gli enti del territorio e della filiera coinvolti continua e si è rafforzato, per sconfiggere una piaga come quella del caporalato che investe tutto il mondo agricolo occorre lavorare in squadra e che ognuno si assuma le proprie rispettive responsabilità.

Il 9 aprile si è firmato il protocollo di intesa con la Prefettura di Cuneo volto principalmente a far emergere situazioni di sfruttamento lavorativo e sensibilizzare, imprese e lavoratori, sul fenomeno. Lunedì 15 luglio il Consorzio ha presentato i risultati di Accademia della Vigna e lanciato la seconda annualità. "Stiamo lavorando per incrementare il numero dei soggetti che operano in modo virtuoso e implementare così la white list delle cooperative già in possesso dei produttori. Infine, l’impegno nel sensibilizzare le aziende continua da parte nostra", si legge in una nota.

Stante gli ultimi casi di cronaca di caporalato e di sfruttamento di persone, il Consorzio ha deciso che si costituirà parte civile nei confronti dei "soggetti che si macchiano di questi odiosi reati. Ribadiamo infatti", prosegue la nota, "che è obiettivo nostro tutelare le denominazioni, e promuoverle, sotto molteplici aspetti: tecnici ed etici in primis. Non possiamo quindi permettere che per le colpe di pochi si infanghi il lavoro di tutti e si getti un’ombra così scura sull’operato di aziende virtuose che tutelano i propri collaboratori e il territorio. Questa è un’assunzione di responsabilità nei confronti delle cantine e dei consumatori finali, che richiedono trasparenza".

Il Consorzio lavorerà altresì "affinché le aziende colpevoli vengano estromesse dall’associazione: chi si macchia di questi reati non dovrebbe poter fruire delle denominazioni del territorio".

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EFA News - European Food Agency
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