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Sequestro da 33 milioni ai supermercati Iperal e a Kuehne+Nagel

Indagini della GdF e della Procura di Milano per illecita somministrazione di manodopera e false fatturazioni

È di 33 milioni di Euro l'importo complessivo del sequestro messo in atto dalla Guardia di Finanza di Milano che ha dato esecuzione a due decreti di sequestro preventivo d'urgenza emessi dalla Procura della Repubblica di Milano. Le indagini hanno a oggetto il fenomeno della somministrazione illecita di manodopera e i provvedimenti sono stati emessi nei confronti di due società operanti in Lombardia: si tratta di Iperal Supermercati e Kuehne+Nagel. 

La prima è specializzata nel settore della grande distribuzione organizzata: al colosso valtellinese della grande distribuzione la GdF ha sequestrato oltre 16.508.913,91 Euro. La seconda è uno dei leader mondiale della logistica basato in Svizzera con circa 80mila dipendenti nel mondo: si occupa di spedizionieri e di agenzie di operazioni doganali e, anche a lei, sono state sequestrati 16.498.638,09 euro. I provvedimenti di sequestro andranno convalidati entro 10 giorni da un gip: le fiamme gialle hanno perquisito i locali ed i sistemi informatici di entrambe le società.

Oltre alle due società, indagate per la legge sulla responsabilità amministrativa degli enti, gli inquirenti contestano l'ipotesi di dichiarazione fraudolenta con false fatture al 63enne Ruggero Poli, manager per l'Italia del gruppo svizzero e firmatario delle dichiarazioni iva tra 2019 e 2022 e all'amministratore delegato di Iperal, il 65enne Antonio Tirelli, per le dichiarazioni fiscali dal 2020 al 2023.

Secondo quanto spiegato dal procuratore della Repubblica, Marcello Viola le indagini riguardano complesse frodi fiscali derivanti dall'utilizzo, da parte delle due beneficiarie finali, del meccanismo illecito di fatture per operazioni giuridicamente inesistenti a fronte della stipula di fittizi contratti d'appalto per la somministrazione di manodopera. Tutto in violazione della normativa di settore e con emissione e conseguente utilizzo di falsi documenti.

Ricostruendo la "filiera della manodopera", la Guardia di Finanza ha rilevato che i rapporti di lavoro con le società committenti sono stati "schermati" da società "filtro" che a loro volta si sono avvalse di diverse società cooperative (le cosiddette società "serbatoio"), che hanno sistematicamente omesso il versamento dell'lVA, nonché degli oneri di natura previdenziale e assistenziale.

Fc - 49439

EFA News - European Food Agency
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