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CLARA MOSCHINI

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Cresce il viaggio culturale e culinario di Vetrina Toscana

Oltre 250 eventi e 700 tra ristoranti e botteghe per il progetto regionale che promuove il turismo enogastronomico

Dalla visita all’abbazia di San Galgano e all’eremo di Montesiepi con le loro storie ammantate di leggende, al percorso attraverso i castelli e le pievi del Casentino, al tour alla volta di una Livorno insolita a bordo di un bus, alla scoperta di eccellenze gastronomiche. Continua a crescere in qualità e in quantità il programma di eventi di Vetrina Toscana, il progetto che promuove il turismo enogastronomico della Regione.

Oltre 250 eventi con più di 700 ristoranti e botteghe e 250 produttori coinvolti, oltre ai Consorzi dei prodotti a denominazione, ai produttori biologici e ai Pat, i Prodotti agroalimentari tradizionali toscani, più di 100 piatti della tradizione da riscoprire: ecco alcuni dei numeri del calendario di appuntamenti di Vetrina Toscana fino a marzo 2024. Gli eventi sono realizzati grazie al contributo economico di Regione Toscana e Unioncamere Toscana, organizzati da Confcommercio e Confesercenti e dalle Camere di Commercio toscane. 

La socialità e la convivialità sono un altro aspetto chiave del programma: riproposto in chiave attuale a Siena anche grazie agli aperitivi con “Assaggi di Futuro” che riportano i ristoranti e i locali al loro ruolo di protagonisti della vita sociale come luogo di incontro e di scambio di opinioni in cui, oltre a valorizzare tematiche importanti per lo sviluppo del territorio, si promuovono prodotti agroalimentari e si stimola il dialogo.

"La sostenibilità è un elemento che sottende tutto il programma -sottolinea il comunicato ufficiale-. In particolare alcune iniziative si impegnano al riciclo dei tappi di sughero delle bottiglie di vino aperte e alla salvaguardia del mare, grazie alla promozione del pescato locale anche con la proposta di attività esperienziali sui pescherecci in cui i visitatori possano effettivamente venire in contatto diretto con i pescatori".

Altro dato saliente: il coinvolgimento delle scuole del territorio nell'ottica di una maggior consapevolezza e dell'educazione alimentare. "Dopo il successo dello scorso anno -aggiunge la nota- tornano le attività per i bambini con iniziative che prevedono la conoscenza del territorio e dei prodotti attraverso un linguaggio ed esperienze ludiche adatto al pubblico dei più piccoli: tour educativi e interattivi, attività all’aria aperta nelle fattorie didattiche, per scoprire il mondo degli animali e vedere da vicino come nascono i prodotti a km zero. Viaggi educativi e piccole avventure, merende salutari tra memoria, sostenibilità ed educazione alimentare per allenare i giovani palati a gusti e riti alimentari da recuperare".

Grazie al fitto calendario di eventi, Vetrina Toscana amplia ulteriormente la rete degli aderenti e coinvolge attori importanti del settore con cui sono stati fatti accordi come Slow Food Toscana e le Strade del Vino dell'Olio e dei Sapori di Toscana. La vocazione turistica del progetto è rafforzata dalla collaborazione con guide turistiche e ambientali e con tour operator che hanno creato veri e propri pacchetti turistici: molti itinerari prevedono un pasto o una degustazione, abbinata a una visita guidata, in luoghi di interesse storico, archeologico o naturalistico.

Nelle Terre di Pisa continua la collaborazione con i musei del territorio in cui è stato dedicato uno spazio riservato ai prodotti di “Vetrina Toscana”, forniti a turno dalle botteghe e dai produttori del territorio: grazie alla collaborazione di un esperto nutrizionista sarà inserita, tramite un QR code, una scheda nutrizionale con evidenziati i benefici e le caratteristiche organolettiche dei prodotti.

"Fedeli al manifesto dei valori -prosegue la nota-, molti territori tra cui Firenze, Grosseto, Massa Carrara, la Versilia, il Mugello, la Garfagnana, la Lunigiana e la Maremma, hanno puntato a sensibilizzare i loro ospiti alla riscoperta dei prodotti a Km 0, creando connessioni dirette tra aziende agricole e ristoranti che propongono in menù i prodotti della filiera corta di stagione, con un'importante valorizzazione anche delle ricette e della cultura del territorio".

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