Lindt alla guerra del gianduiotto
L'azienda svizzera si oppone al disciplinare Igpin definizione

Il gruppo Lindt dichiara guerra al gianduiotto di Torino. L'azienda svizzera, infatti, blocca l’iter per fare in modo che il gianduiotto piemontese non ottenga il riconoscimento Igp: la società elvetica si sta battendo in Europa in modo che nel disciplinare venga inserito il latte, un alimento che non esiste nella ricetta del gianduiotto di Torino.
Non è tutto, perché il colosso svizzero del cioccolato addirittura rivendica l'invenzione del gianduiotto: secondo loro risalirebbe al carnevale del 1865 per mano di Caffarel, storica azienda torinese di Luserna San Giovanni acquisita nel 1997 proprio dal gruppo Svizzero.
La denuncia di questa situazione è partita ieri scorsi a Cioccolatò, la kermesse del cioccolato artigianale che si svolge ogni anno a Torino dal 2003, e che quest'anno ha visto chiudere i battenti ieri, 5 novembre, dal 27 ottobre data di inizio. La situazione che sta vivendo il gianduiotto è stata portata al centro del convegno “Il cioccolato delle meraviglie: salute, benessere, felicità”: a parlare della concorrenza di Lindt è stato Antonio Borra, avvocato e segretario del comitato del Gianduiotto di Torino Igp che si batte per ottenere il prestigioso riconoscimento in Europa.
"Il progetto è in stallo, perché Lindt si oppone ma un gruppo svizzero non può far naufragare un progetto europeo -sottolinea piccato Borra-. Vogliono far diventare la loro ricetta il disciplinare. Non capiamo perché, ci devono essere motivi commerciali a noi oscuri”,
Il progetto Igp del gianduiotto torinese è nato nel 2017 con il sostegno di quattro facoltà universitarie, aziende come Ferrero, Venchi, Domori, Pastiglie Leone e cioccolatieri come Guido Gobino, Guido Castagna, Giorgio e Bruna Peyrano. L’iter per il riconoscimento è andato avanti in questi anni ma ora ha ricevuto uno stop in arrivo dalla Svizzera. "Fra le richieste inaccettabili del gruppo svizzere -spiega Borra- c’è quella di inserire il latte nel disciplinare. Ma il vero gianduiotto è fatto solo con tre ingredienti: nocciola, zucchero e massa di cacao".
Il gianduiotto oggi genera un giro d’affari di 200 milioni di Euro l’anno. Nel corso del convegno a cui partecipava Borra, il gianduiotto ha ricevuto anche l’endorsement di Giorgio Calabrese, medico specializzato in scienza dell’alimentazione e presidente del comitato nazionale per la sicurezza alimentare, che si è impegnato a portare la questione del gianduiotto in sede ministeriale
EFA News - European Food Agency