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CLARA MOSCHINI

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Masi, Rosso contrattacca e il titolo soffre in borsa

La guerra dell`Amarone prosegue senza esclusione di colpi

Chiusura anche oggi in pesante rosso (-3.85%) per Masi Agricola in Borsa dopo la fiammata che in tre sessioni la scorsa settimana aveva fatto a guadagnare l'11% al titolo dell'azienda veneta quotata su Euronext Growth Milan: il cambio di statuto e governance annunciato nel fine settimana, con conseguente diritto di recesso ai soci che non approveranno il riassetto, e` stato pesantemente contestato dal socio di minoranza Renzo Rosso.

Rosso, con le sue societa`Red Circle Investment e Brave Wine Societa` Agricola, detengono il 10% di Masi.

Ieri la bordata: Red Circle Investments, unitamente a Renzo Rosso e Brave Wine Società Agricola, hanno comunicato di contestare "fermamente" il contenuto del comunicato dell`azienda del 16 febbraio, "in cui si accusano gli stessi di aver posto in essere una campagna denigratoria (anche tramite domande giudiziali e dichiarazioni infondate) preordinata unicamente al perseguimento di uno strutturato paradigma finalizzato a destabilizzanti obiettivi extrasociali”.

Red Circle Investments "ha semplicemente esercitato i propri diritti di socio che Masi Agricola ha violato in numerose occasioni e vorrebbe pregiudicare anche tramite la proposta di modifica dello statuto sociale oggetto dell’assemblea convocata per il 4 marzo 2024".

E ancora, Red Circle Investments "ha sempre utilizzato gli strumenti previsti dalla legge, formulando in sede giudiziale (la sede appropriata) contestazioni serie, precise e documentate relative ai vizi del bilancio Masi al 31 dicembre 2022 e all’abuso di maggioranza realizzato da Masi Agricola con la delibera di revoca degli amministratori e del sindaco tratti dalla lista di Red Circle Investments. Entrambe le contestazioni sono attualmente all’attenzione del Tribunale di Venezia".

Masi Agricola, prosegue la nota, preferisce invece "utilizzare comunicati stampa in modo abusivo e inappropriato per veicolare messaggi non veritieri su un’inesistente campagna denigratoria a proprio danno. Questo spiacevole comportamento è già stato utilizzato in passato, e Renzo Rosso e Brave Wine Società Agricola hanno agito anche in sede giudiziale chiedendo il risarcimento dei rilevanti danni all’onore e alla reputazione subiti".

Ricordiamo che il cda dell'azienda aveva approvato una proposta ai soci di modificare lo statuto in modo da rafforzare anche formalmente, da una parte, il modello Esg adottando lo status di societa' Benefit e inserendo nell'oggetto sociale ulteriori attivita' aventi finalita' di beneficio comune, dall'altra parte le proposte investono il governo societario, con l'inserimento di un comitato di controllo interno al cda al posto del collegio sindacale, e il meccanismo per l'elezione dei consiglieri senza liste ma con voto per ogni singolo amministratore.

La proposta del cda prevede per i soci che non concorreranno all'approvazione in assemblea il diritto a ottenere un controvalore in contanti di 4,48 euro. Valore a cui si sta allineando il titolo, che oggi ha chiuso a 5,30 euro per azione. E che rende estremamente improbabile la richiesta di liquidazione della quota da parte della holding di Rosso.

red - 38392

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