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CLARA MOSCHINI

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Consorzio Carmignano chiede riconoscimento ministeriale

Il soggetto raggruppa sedici produttori e tre denominazioni Docg e Doc

La quasi totalità dei produttori dei vini di Carmignano (16 in totale), si sono riuniti il 5 marzo a Prato per gli adempimenti necessari alla costituzione del Consorzio di Tutela dei Vini Carmignano e al suo successivo riconoscimento da parte del ministero dell’Agricoltura, della sovranità alimentare e delle foreste come previsto ai sensi dell’Art.41, comma 1,2,3,4, della Legge 238/16. "Si tratta di un passaggio fondamentale per fornire al Consorzio tutti gli strumenti necessari per una piena efficienza operativa all’interno della Comunità Europea nei compiti ai quali è delegato ovvero la tutela del prodotto, i controlli sul rispetto delle regole comunitarie sulla produzione, la valorizzazione del prodotto e la promozione del territorio", sottolinea un comunicato del Consorzio. "In particolare le attività di vigilanza, tutela e salvaguardia saranno svolte nel rispetto della normativa comunitaria e nazionale, in collaborazione e sotto il coordinamento dell’Ispettorato Centrale della Tutela della qualità e repressione frodi dei prodotti agro-alimentari Icqrf, in raccordo con la Regione Toscana".

La struttura del Consorzio è complessa in quanto le sue competenze saranno relative a ben tre denominazioni ovvero ai vini Carmignano Docg, ai vini Barco Reale di Carmignano Doc (rosso e rosato) e al Vin Santo di Carmignano Doc e coinvolgeranno gli utilizzatori che esercitano una o più attività produttive: viticoltura e/o vinificazione e/o imbottigliamento. “Siamo molto soddisfatti”, dichiara il presidente Fabrizio Pratesi, “per la ampia e convinta partecipazione dei produttori operativi nel comprensorio di Carmignano. Questa partecipazione dimostra la volontà degli imprenditori di collaborare in maniera sempre più stretta al fine di puntare a livelli qualitativi alti e uniformi per tutta la Denominazione. I risultati in termini di premi e di riconoscimenti ottenuti da Carmignano ci incoraggiano a lavorare sempre più convinti in questa direzione”.

Una maggioranza qualificata di aderenti al Consorzio nei confronti della totalità dei produttori potrà comportare anche l’ottenimento della possibilità di esercitare le funzioni e le attività previste con regime “Erga Omnes”, ovvero nei confronti di tutti i soggetti inseriti nel sistema dei controlli della denominazione, anche se non aderenti al Consorzio. “Il riconoscimento ministeriale”, dichiara il vicepresidente e assessore all’Agroalimentare della Regione Toscana Stefania Saccardi, “è fondamentale per consentire al Consorzio di ampliare i propri orizzonti operativi in ambito comunitario. In questo momento ci sono dei temi molto sensibili come la salute del consumatore e la sostenibilità del prodotto e su questi argomenti sarà di grande importanza la presenza qualificata di Carmignano che, ricordiamolo, è una delle denominazioni più antiche del mondo, grazie al decreto di Cosimo III del 1716”.

È il caso di ricordare che Cosimo III nel 1716 regolamentò la zona di produzione del Carmignano, ma prima ancora aveva istituito una “Congregazione” ovvero un vero e proprio antesignano di quello che sarebbe diventato il futuro istituto dei Consorzi di Tutela. Grazie alla lungimiranza di Ugo Contini Bonacossi della Tenuta di Capezzana, il Carmignano rivendicò negli anni ’70 la sua indipendenza come denominazione e costituì l’associazione dei vini Carmignano, dapprima come Congregazione, poi come Associazione o Consorzio volontario nel 1975.

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