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CLARA MOSCHINI

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Africa: Fao e Fara lanciano compendio dei "cibi dimenticati"

Un vademecum per la valorizzazione della biodiversità e per lo sviluppo nel continente nero /Allegato

Il panorama culinario africano è un ricco arazzo di biodiversità e tradizione, che nasconde sotto la sua superficie vibrante un tesoro di cibi dimenticati. Queste colture adattate a livello regionale, un tempo centrali per le diverse culture del continente, sono meritevoli di essere rivisitate mentre il mondo affronta sfide urgenti come la sicurezza alimentare, il cambiamento climatico e la sostenibilità ambientale.

Tenendo conto della ricca biodiversità africana e, al contempo, della necessità di creare sviluppo e posti di lavoro, l'Organizzazione delle Nazioni Unite per l'alimentazione e l'agricoltura (Fao) e il Forum per la ricerca agricola in Africa (Fara) hanno lanciato la pubblicazione "Integrating Africa's forgotten foods for better nutrition insieme a un Compendium of Forgotten Foods in Africa", che cataloga 100 cibi autoctoni che detengono la chiave per pratiche alimentari sostenibili e resilienti.

"L'elenco non è esaustivo, ma abbiamo cercato di fare una selezione basata sulla potenziale copertura di adattabilità geografica e sulla disponibilità di informazioni nutrizionali", ha affermato Mphumuzi Sukati, Senior Food and Nutrition Officer della Fao con sede nell'ufficio regionale dell'Organizzazione per l'Africa. Il significato di questi cibi si estende ben oltre il loro valore nutrizionale. Il cibo è una potente espressione di identità culturale, legami comunitari e saggezza ancestrale. I piatti tradizionali e gli ingredienti che li compongono sono intrisi di storie e significati che sono stati tramandati di generazione in generazione.

Tra i cento cibi dimenticati presentati ci sono due varietà di fonio, un cereale altamente nutriente coltivato da tempo in tutta l'Africa occidentale dal Senegal al Ciad. Il fonio bianco prospera in terreni poveri ed è noto per il suo ciclo di crescita rapido, mentre il fonio nero è coltivato principalmente in Nigeria e nelle regioni settentrionali del Togo e del Benin. Il fonio è eccezionalmente versatile nei suoi usi culinari: i semi possono essere cucinati come alimento base come il couscous, macinati in farina per il pane o usati per preparare sia porridge densi che sottili. L'intero seme può anche essere scoppiato come i popcorn.
Un altro elemento di spicco nel compendio è il frutto del baobab, coltivato su quello che in Madagascar è noto come "Albero della vita". Data la particolare forma di questa maestosa pianta, una leggenda araba narra che "il diavolo sradicò il baobab, ne conficcò i rami nella terra e lasciò le radici nell'aria".

Venerato per la sua longevità, con alcuni alberi che vivono fino a 1.000 anni, il baobab è intriso di miti e valore nutrizionale e cresce nelle aree più aride del continente. Ricco di vitamina A, antiossidanti e fibre solubili, il frutto del baobab viene consumato in vari modi. Può essere consumato secco come spuntino o mescolato al latte per creare un porridge nutriente, che fornisce nutrienti essenziali che supportano la vista, la salute immunitaria e la digestione.

In molte parti del continente, l'eredità dell'agricoltura tradizionale è stata marginalizzata dal passaggio a colture commerciali e metodi di coltivazione intensiva. Questo cambiamento non ha solo alterato il paesaggio, ma anche il tessuto sociale delle comunità. Tradizionalmente, l'agricoltura africana dava vita a uno sforzo collettivo in cui la conoscenza, spesso detenuta dalle donne, era fondamentale per la coltivazione di colture diverse.

"La reintroduzione di colture, adattate a questa terra e a questo clima, è un passo verso l'equilibrio ecologico", si legge in una nota della Fao. "Queste colture sono naturalmente resistenti a molti parassiti e malattie locali e sono adatte al clima e alle condizioni del suolo dei loro habitat nativi, richiedendo meno input agricoli rispetto alle loro controparti importate.
Coltivandole, gli agricoltori possono ridurre la loro dipendenza da pesticidi e fertilizzanti chimici, migliorando la biodiversità e sostenendo la salute del suolo. Il percorso per riscoprire i cibi tradizionali africani rappresenta anche un passaggio fondamentale verso la promozione del commercio alimentare locale, dove le comunità hanno il controllo sui propri sistemi agroalimentari, dai semi che seminano alle colture che raccolgono e consumano".

In allegato a questa EFA News il testo integrale della pubblicazione di Fao e Fara.

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EFA News - European Food Agency
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