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CLARA MOSCHINI

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Nestlé: per l'86% degli italiani, la famiglia è luogo di cura e protezione

Lo conferma una nuova indagine del gruppo, coadiuvata da un'antropologa dell'Università di Trento

Quando la vita ci mette alla prova, è lì che vogliamo rifugiarci: nel nido dove tutto è iniziato, dove abbiamo imparato a vivere. Dove torniamo quando il mondo fuori diventa troppo. È quanto emerge dalla nuova ricerca realizzata da Nestlé su 1.200 italiani, accompagnata da un’analisi antropologica a cura di Marta Villa (antropologa culturale, Dipartimento di Sociologia e Ricerca Sociale, Università degli Studi di Trento), che esplora la valenza simbolica e culturale del nido.

Il nido è il primo spazio dove si apprende la cultura affettiva della famiglia, si costruiscono relazioni e si sviluppa il senso di appartenenza. - Per l’86% degli italiani è un luogo di protezione e cura, fisico ma anche emotivo. - L’83% lo associa alla trasmissione di valori come sicurezza, tenerezza, amorevolezza. - Il 59% ritiene che abbia avuto un impatto decisivo sulla propria identità. - Per oltre 8 italiani su 10, le abitudini apprese nel nido continuano a orientare ogni giorno le loro scelte di vita. “Nel nido si cresce come individui e come comunità. È il luogo della trasmissione affettiva e simbolica, dove si costruiscono le basi dell’identità”, commenta Villa.

Non è un caso che il logo Nestlé, fin dalla sua nascita nel 1866, raffiguri un nido con un uccello che nutre i suoi piccoli: simbolo di cura, primi nutrimenti, continuità e affetto. Ed è proprio nel nido che, per molti, si formano anche il gusto e le memorie sensoriali. - Il 53% degli italiani riconosce un legame profondo con il nido attraverso il cibo. - Per 6 italiani su 10, il sapore dell’infanzia è anche una lezione di vita: è a tavola che si trasmettono i valori più profondi. - Un italiano su 4 custodisce nel piatto di famiglia il sapore delle proprie radici. 
“Mangiamo come ci hanno insegnato le generazioni prima di noi”, osserva Villa. “Nel nido impariamo a mangiare, ma anche ad amare, a parlare, a raccontare”.

Il nido è anche il luogo al quale si torna nei momenti difficili. - Più di 1 italiano su 2 ha cercato rifugio nel proprio nido nei momenti di difficoltà, confermandone la forza come spazio di rinascita. - Il 52% continua a considerarlo rifugio emotivo e trampolino per l’indipendenza. “Nel nido si viene accolti appena nati, ma vi si torna anche da adulti,” sottolinea Villa. “È rifugio, grembo, punto di trasformazione. È dove cresciamo, dove torniamo feriti o stanchi, ma anche dove nascono le parole, i racconti, le radici”.

Il 21% degli italiani adulti vive ancora nel nido d’origine per scelta, non solo per necessità. Solo il 20% lo percepisce come un ambiente limitante. Il nido va così riletto alla luce di un valore culturale: non mera dipendenza, ma continuità affettiva, senso di appartenenza. “Il nido è spesso visto come luogo di ritorno, ma per molti è anche scelta di stabilità, intimità e radici”, spiega Villa. “È il luogo dove ci si prepara al volo. Ma anche il punto da cui si rinasce. Sempre”.

“Chi esce dal nido impara a volare”, “Ogni uccello ama il suo nido”: modi di dire, ma anche verità culturali. Il nido è presente nella letteratura, nei film (come il recente “FolleMente”), nelle pubblicità, nelle narrazioni affettive. Non è solo casa: è simbolo. “Contiene in sé la promessa del futuro”, conclude Villa. “Perché nel nido si rinasce sempre”. Da più di 150 anni, il logo Nestlé raffigura un nido, non solo un’immagine ma anche una missione per ogni fase della nostra vita: nutrire il futuro, custodendo la memoria. E nel nido passato e futuro convivono, si proteggono, si tramandano. Proprio come accade nei gesti più semplici: un abbraccio, una parola, un pasto condiviso.

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EFA News - European Food Agency
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